Di seguito proponiamo le domande e risposte più comuni riguardanti il melanoma. Se non trovate risposta ai vostri dubbi provate a consultare le pagine sul melanoma, oppure contattate il centro a voi più vicino; ricordate però che le informazioni su questo sito devono integrare - e non sostituire - il consulto diretto con il medico specialista.
Che cosa è il melanoma?
Che cosa sono i nevi?
È vero che l'asportazione dei nevi è pericolosa, perché favorisce la comparsa di un melanoma?
Asportare i nevi serve a prevenire il melanoma?
Quali sono i fattori di rischio per il melanoma?
Come si previene un melanoma?
I nevi dei bambini sono preoccupanti?
Come si fa diagnosi di melanoma?
Cosa deve fare un soggetto che nota un nevo che è cambiato e che attira la sua attenzione oppure che voglia far controllare i suoi nevi?
Che cosa è il melanoma?
Il melanoma è un tumore maligno della pelle, che si manifesta generalmente nell'adulto. È raro in soggetti al di sotto dei 18 anni.
Che cosa sono i nevi?
I nei o nevi sono delle neoformazioni cutanee di forma e dimensioni variabili e colore generalmente omogeneo: marrone chiaro o scuro oppure nero, che possono essere presenti alla nascita (nevi congeniti) o comparire successivamente nel corso della vita (nevi acquisiti).
La comparsa e il numero dei nevi dipende da vari fattori: predisposizione personale, familiarità per numerosi nevi, esposizione al sole...
È vero che l'asportazione dei nevi è pericolosa, perché favorisce la comparsa di un melanoma?
L'asportazione chirurgica dei nevi non presenta alcun pericolo e non favorisce in alcun modo la comparsa del melanoma. Pertanto, la convinzione popolare che "i nevi non si toccano" non ha alcun fondamento.
La mancata asportazione chirurgica dei nevi a rischio o sospettati di essere un melanoma rappresenta sempre un'imprudenza in quanto non viene attuato un provvedimento chirurgico preventivo o terapeutico risolutivo.
Asportare i nevi serve a prevenire il melanoma?
Il melanoma può insorgere su un preesistente nevo o sulla cute normale. I nevi che danno origine ad un melanoma sono pochi, pertanto asportare acriticamente i nevi non serve a prevenire il melanoma. Al contrario, devono essere asportate chirurgicamente e documentate istologicamente le lesioni pigmentate di cui si sospetta una possibile futura o presente trasformazione maligna.
Quali sono i fattori di rischio per il melanoma?
I fattori di rischio sono molti e possiamo dividerli in due categorie: fattori genetici-individuali, fattori comportamentali/ambientali.
Fattori genetici-individuali:
- Fototipo: il termine che si riferisce al colore della pelle di una persona, identifica sei fototipi differenti (classificazione di Fitzpatrik). I soggetti con fototipo I che si scottano sempre e di solito hanno pelle chiara e capelli biondo-rossi sono quelli più a rischio di melanoma. Non dimentichiamoci però che anche quelli con fototipo III, che rappresentano la maggior parte dei soggetti italiani, possono essere a rischio di melanoma, specialmente se presentano uno o più dei fattori di rischio elencati di seguito;
- Familiarità per melanoma: i parenti di un familiare che ha asportato un melanoma non erediteranno geneticamente la malattia, ovvero non c'è la certezza assoluta che svilupperanno sicuramente la stessa malattia, però sono più a rischio e pertanto devono sottoporsi a controlli clinici specialistici periodici;
- Pregresso melanoma: chiunque abbia già asportato
un melanoma può sviluppare un secondo melanoma. Pertanto,
anche in questo caso è fondamentale un mirato follow-up
clinico e/o strumentale
delle lesioni pigmentate;
- Numero e dimensioni dei nevi: i soggetti con elevato numero di nevi (maggiore di 100-150) e/o con nevi congeniti, soprattutto se di grandi dimensioni, hanno un rischio maggiore rispetto alla popolazione generale di sviluppare un melanoma.
Fattori comportamentali/ambientali:
- Abbronzatura da impiegato o tintarella da week-end ottenuta dopo una esposizione solare intensa e intermittente, responsabile di scottature e/o ustioni solari.
Come si previene un melanoma?
- Corretta esposizione solare degli adulti e soprattutto dei bambini, seguendo alcune regole:
- Evitare le ore più calde (corrispondenti alle ore di maggiore irraggiamento UV);
- Esporre i bambini al sole in modo graduale e progressivo;
- Ricordare che il sole si prende anche in acqua;
- Proteggere i bambini anche sotto l'ombrellone;
- Ricordare che più del 90% dei raggi ultravioletti può attraversare le nubi;
- Usare un'adeguata fotoprotezione.
Bisogna infine ricordare che attenersi scrupolosamente alle regole di una corretta esposizione solare non dà garanzia assoluta di non sviluppare un melanoma.
I nevi dei bambini sono preoccupanti?
Il melanoma è un tumore raro nei bambini, tuttavia, i nevi congeniti rappresentano lesioni a rischio indipendentemente dall'età e devono essere adeguatamente e periodicamente controllati. È invece normale che nei bambini insorgano dei nevi nei primi anni di vita che tendono ad aumentare di numero e di dimensioni fino alla pubertà.
Come si fa diagnosi di melanoma?
In molti casi è il paziente stesso che si rivolge al medico per un consulto perché ha notato la comparsa di un nevo in età adulta, oppure cambiamenti di forma, dimensioni e colore in base alla regola ABCDE, segnalando una lesione che si è modificata nel tempo; in altri casi è il medico di base che durante una visita del paziente nota una lesione sospetta.
Queste segnalazioni giungono all'attenzione del dermatologo, il
quale con metodo clinico e strumentale
precisa la diagnosi e suggerisce il percorso terapeutico più
indicato.
Sempre più diffusa è la richiesta di visita dermatologica per controllo nevi. Tale visita consente di identificare lesioni a rischio ed eventualmente lesioni maligne in fase molto precoce ed ha quindi la valenza di un atto di prevenzione. La conferma diagnostica verrà fornita dall'esame istopatologico delle lesioni asportate chirurgicamente.
Cosa deve fare un soggetto che nota un nevo che è cambiato e che attira la sua attenzione oppure che voglia far controllare i suoi nevi?
Distinguiamo due situazioni: la prima in cui un soggetto nota un nevo che si è modificato nel tempo, in base ai criteri della regola ABCDE, e la seconda in cui un paziente con numerosi nevi vuole farli controllare.
Nel primo caso il paziente deve rivolgersi al medico curante, il quale solo in caso di lesione dubbia consiglierà la consulenza specialistica del dermatologo. Nel secondo caso, invece, il paziente deve rivolgersi direttamente al dermatologo.
Il dermatologo, sia nel primo che nel secondo caso, studierà la
lesione clinicamente e se necessario strumentalmente.
L'utilizzo di strumenti diagnostici (dermatoscopio, videomicroscopio,
stereomicroscopio) permette di studiare strutture specifiche
della lesione pigmentata, localizzate sotto la superficie
cutanea.
Se il nevo presenterà aspetti microscopici dubbi o indicativi di una trasformazione maligna, il dermatologo consiglierà, rispettivamente, il follow-up strumentale o l'asportazione chirurgica.
Nel caso di pazienti con numerose lesioni pigmentate il follow-up dovrà essere eseguito strumentalmente. Infine, nel caso in cui il paziente non presenti lesioni cutanee a rischio non verranno consigliate ulteriori indagini.
[Ultimo aggiornamento: 15/04/2003]
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